Ormeggio e ancoraggio: qual è la differenza e quando usarli
Due parole che sembrano sinonimi, ma che per un navigatore hanno significati ben distinti: ormeggio e ancoraggio. Confonderli, oltre a far capire subito che si è novizi, può portarti a scegliere la tecnica sbagliata nel momento sbagliato.
Vediamo in modo chiaro cosa distingue le due operazioni, quando si usa l'una e quando l'altra, e come si eseguono entrambe senza fare disastri.
La differenza in una riga
Ormeggiare significa legare la barca a una struttura fissa: una banchina, un pontile, una boa, un gavitello.Ancorare significa fissare la barca al fondale tramite un'ancora calata dalla barca stessa.
In poche parole: all'ormeggio ti leghi a qualcosa di esterno, all'ancoraggio dipendi solo dalla tua attrezzatura. Tutte le altre differenze (costi, sicurezza, comfort) derivano da questa distinzione fondamentale.
Tipi di ormeggio
Non tutti gli ormeggi sono uguali. I più comuni in Italia:
- Ormeggio in banchina di punta: prua o poppa verso la banchina, con cime di ormeggio sui due lati. È il classico "ormeggio mediterraneo". In genere si ormeggia di poppa (più facile salire e scendere) con un'ancora calata in avanti a tenere la prua.
- Ormeggio di fianco: la fiancata della barca appoggia alla banchina. Più comodo da usare, richiede però molto spazio lineare di banchina e non sempre è disponibile.
- Ormeggio alla boa: ti leghi a un gavitello galleggiante ancorato al fondale. Molto comune nelle baie turistiche. Costa meno della banchina, sei sull'acqua, ma scendere a terra richiede tender o nuoto.
- Ormeggio a pendini: in alcuni porti c'è un cavo sommerso con pendini che si ritrovano dalla poppa. Si aggancia e ci si lega. Più pratico del calare l'ancora.
Tipi di ancoraggio
L'ancoraggio è classificato più per situazione che per tecnica:
- Ancoraggio diurno: poche ore in una cala per pranzo o bagno. Può essere fatto anche con poca catena filata e senza particolari accorgimenti se il meteo è buono e si resta a bordo.
- Ancoraggio notturno: si dorme alla fonda. Richiede molta più catena (rapporto 5:1 minimo rispetto alla profondità), controllo del meteo notturno, fanali di fonda accesi, e idealmente un turno di guardia.
- Ancoraggio con boa di rinforzo: si aggiunge una seconda ancora o ci si lega a un gavitello sul fondo per massima tenuta. Situazione rara, tipica di meteo in peggioramento.
Quando scegliere l'uno o l'altro
Il criterio pratico:
- Vuoi scendere a terra comodamente? Ormeggio. (Preferibilmente in banchina.)
- Vuoi pranzare in una cala isolata? Ancoraggio diurno.
- Vuoi risparmiare? Ancoraggio in rada o boa in campo boe (molto meno caro del porto).
- Meteo incerto con vento forte previsto? Ormeggio in porto protetto.
- Vuoi riposare in silenzio senza traffico portuale? Ancoraggio, in una cala riparata.
Come si esegue un ormeggio (di poppa, il più diffuso)
- Valuta il posto. Prima di entrare, osserva vento e corrente. Il vento laterale è il nemico numero uno del diportista alle prime armi.
- Prepara le cime. Due cime di poppa sui lati della barca, pronte da passare a terra. Prepara anche un paio di parabordi sulla fiancata.
- Arriva di prua al punto e cala l'ancora. A circa 4-5 volte la profondità del punto di arrivo, inizia a filare catena. Tieni la barca ferma o in leggero moto indietro mentre la catena scende.
- Avanza all'indietro verso la banchina. Filando catena gradualmente e usando motore + timone per correggere la rotta.
- Passa le cime a terra. Quando sei a 1-2 metri dalla banchina, passa le cime agli ormeggiatori o a un compagno a terra.
- Tesa l'ancora. Una volta legato, dai piccole trazioni indietro per mettere in tensione l'ancora e ridurre il gioco di banchina.
Come si esegue un ancoraggio
- Scegli il punto. Fondale di sabbia o fango (ottimo tenuta), riparato dal vento previsto, lontano da altre barche. Controlla la profondità con l'ecoscandaglio.
- Avvicinati contro vento. Arriva al punto di calata andando contro vento, così al momento della fermata la barca si stabilizza naturalmente.
- Cala l'ancora. Con la barca ferma o in leggero moto indietro, cala ancora finché tocca il fondo. Non buttarla tutta d'un colpo: si può imbrogliare.
- Fila la catena. Regola base: rapporto catena/ profondità di 3:1 di giorno con mare calmo, 5:1 la notte o con vento, 7:1 in condizioni impegnative. Se il fondo è 5 metri, fila 15-25-35 metri di catena.
- Tira indietro. Con marcia indietro moderata, metti in tensione la catena per verificare che l'ancora tenga. Se la barca avanza indietro, l'ancora ara: risolleva e riprova.
- Prendi riferimenti a terra. Due punti fissi (una chiesa, una roccia, una casa) allineati con la tua posizione. Se dopo 20 minuti lo schema cambia, stai arando.
Rischi tipici
Gli errori più comuni per entrambe le operazioni:
- Ormeggio in banchina con vento laterale forte: la barca scarroccia e può finire contro le barche vicine. Se vedi vento laterale sopra i 15 nodi e non hai esperienza, chiedi aiuto a un ormeggiatore o gira intorno per provarlo con meno vento.
- Poca catena filata all'ancoraggio: è il motivo numero uno delle arature. La tenuta di un'ancora dipende dalla catena distesa sul fondo, non solo dal peso.
- Ancoraggio su fondale di Posidonia: è vietato per legge (protezione ambientale) e funziona male tecnicamente. Cerca zone di sabbia chiara.
- Non verificare la tenuta: calata l'ancora, tira indietro. Se non lo fai, scoprirai al primo colpo di vento che l'ancora non è aggrappata.
Costi a confronto
In alta stagione sul Tirreno:
- Posto barca in marina: 50-150 euro a notte per barca 10-12 metri (varia molto per zona).
- Boa in campo boe: 20-50 euro a notte.
- Ancoraggio in rada libera: 0 euro. Dove consentito (sempre più zone MAR sono a pagamento).
Attenzione: molte Aree Marine Protette richiedono il pagamento anche per l'ancoraggio o lo vietano del tutto. Controlla sempre il regolamento locale prima di calare l'ancora in zona MAR.
Strumenti utili
- Ecoscandaglio: fondamentale per sapere dove sei ancorando e su che fondale.
- GPS con allarme di scarroccio: imposti un raggio attorno al punto di ancoraggio e il GPS suona se la barca lo supera. Ottimo per la notte.
- App di navigazione con carta nautica: vedere il tipo di fondale (sabbia, roccia, Posidonia) prima di calare risparmia molte brutte sorprese.
- Parabordi a sufficienza: almeno quattro per l'ormeggio. Mai ormeggiare "alla leggera" risparmiando sui parabordi.
Gergo: un piccolo glossario
- Gavitello: la boa galleggiante a cui ti leghi.
- Trappa o cima di ormeggio: la corda con cui leghi la barca.
- Calumo: la quantità di catena (o cima) filata dall'ancora.
- Arare: l'ancora slitta sul fondo senza far presa. La barca si sposta da sola.
- Rada: specchio d'acqua vicino alla costa dove ci si può ancorare.
- Fonda: sinonimo di ancoraggio. "Stare alla fonda" = essere ancorati.
Se vuoi approfondire
Saper ormeggiare e ancorare bene richiede pratica, ma anche conoscere condizioni meteo e limiti della propria imbarcazione. Dai un'occhiata alla guida su come leggere la scala Beaufort per decidere se il vento previsto consiglia ormeggio protetto o lascia libertà di stare alla fonda, e a quali dotazioni servono a bordo per legge per essere in regola in ogni situazione.
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Domande frequenti
Quanta catena devo filare quando ancoro?
Rapporto catena/profondità di 3:1 di giorno con mare calmo, 5:1 la notte o con vento, fino a 7:1 in condizioni impegnative. Su un fondale di 5 metri significa filare 15-25-35 metri rispettivamente.
Posso ancorare ovunque in mare?
No. È vietato ancorare su fondali di Posidonia (protetti per legge) e in molte Aree Marine Protette. Alcune zone MAR richiedono pagamento anche solo per calare l'ancora. Controlla sempre il regolamento locale prima.
Quanto costa un posto barca rispetto all'ancoraggio?
In alta stagione sul Tirreno un posto in marina per barca 10-12 metri costa 50-150 euro a notte, una boa in campo boe 20-50 euro, l'ancoraggio in rada libera (dove consentito) è gratuito.